Roma, le partecipate sono sull'orlo del crac
Atac ha cumulato in nove anni 1,4 miliardi di perdite. All’Ama il Comune versa oltre due milioni al giorno. E sul loro risanamento la nuova amministrazione Raggi si gioca la faccia.
Se rappresentiamo su un grafico le imprese di pubblica utilità di tutti i Comuni italiani in base ai risultati degli ultimi nove anni, troviamo in penultima ed ultima posizione le romane Ama e Atac. Ama è la prima azienda per raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; Atac, una delle prime in Europa nel trasporto pubblico locale. Il loro primato, però, si ferma al numero dei dipendenti: ottomila quelli di Ama, 11.900 quelli di Atac. Quando dai dipendenti si passa ai conti il primato crolla.
I dati che seguono, dell’ultimo bilancio depositato, sono stati riclassificati da R&S-Mediobanca. Ama chiude il 2014 con 851 milioni di fatturato, di cui 770 erogati dal Comune per il contratto di servizio, pari a un corrispettivo giornaliero di oltre 2 milioni. La quota di fatturato coperta dalla tassa sui rifiuti è di un’ottantina di milioni, segno che i romani continuano in larga misura a non versarla e la società a non riscuoterla.
I dati che seguono, dell’ultimo bilancio depositato, sono stati riclassificati da R&S-Mediobanca. Ama chiude il 2014 con 851 milioni di fatturato, di cui 770 erogati dal Comune per il contratto di servizio, pari a un corrispettivo giornaliero di oltre 2 milioni. La quota di fatturato coperta dalla tassa sui rifiuti è di un’ottantina di milioni, segno che i romani continuano in larga misura a non versarla e la società a non riscuoterla.
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